Agricoltura e paesaggio

AGRICOLTURA E PAESAGGIO
L'interrelazione dell'azione dell'uomo con i sistemi naturali nel corso della sua storia ha prodotto il "paesaggio", definito dalla specifica Convenzione europea come una determinata "parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni".
Negli ultimi decenni, il paesaggio italiano è stato interessato da un progressivo degrado, che ne sta compromettendo le caratteristiche qualitative. Nelle aree maggiormente vocate all'attività agricola industriale si è avuta la diffusione di agro-ecosistemi quasi sempre efficienti in termini economici, ma fragili dal punto di vista ecologico e negativi per il paesaggio. Per contro, le aree non idonee alla semplificazione colturale e all'intensificazione produttiva, come quelle montane, sono state interessate da un processo di marginalizzazione, con l'abbandono delle attività e degli insediamenti, seguito da fenomeni spontanei di rinaturalizzazione e da interventi di rimboschimento. La tutela del paesaggio dipende direttamente dal recupero e mantenimento dei sistemi e pratiche agricole tradizionali sviluppate nelle diverse forme dalle popolazioni locali. Una gestione del territorio attenta alla salvaguardia del paesaggio non può prescindere dal mantenimento di una diffusa attività agricola che mantenga gli elementi costitutivi dei paesaggi rurali storici come, ad esempio, i filari di siepi e boschetti, i terrazzamenti, manufatti come i muretti a secco ed i vecchi pagliai.
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IL CONSUMO IRREVERSIBILE DEL SUOLO Dal 1956 al 2001 la superficie urbanizzata in Italia è aumentata del 500% e si è valutato che dal 1990 al 2005 si sono persi oltre 3 milioni di ettari di superficie agricola utilizzata (SAU), cioè una superficie grande quasi quanto il Lazio e l'Abruzzo messi insieme. Sono stati sufficienti alcuni decenni di non convenienza all'uso agricolo delle più piccole pianure italiane per provocarne il sacrificio a vantaggio dell'urbanizzazione (industriale, artigianale, commerciale e residenziale). Oggi quasi il 60% delle aree urbanizzate nazionali è collocato in aree pianeggianti. Per fermare questa perdita irreversibile del suolo è necessario sostenere il reddito delle imprese agricole e riconoscere anche economicamente il ruolo di presidio che gli agricoltori svolgono sul territorio. |
LA PAC: AZIONI PER IL PAESAGGIO E LA BIODIVERSITA'
La PAC promuove le misure agro-ambientali e le indennità per le zone caratterizzate da svantaggi naturali a sostegno della tutela del paesaggio rurale ed utili alla conservazione della biodiversità:
- Siepi, alberi, frangiventi e boschetti realizzati con essenze autoctone, creano microhabitat che, oltre ad apportare benefici alle produzioni agricole, sono fondamentali per il rifugio, l'alimentazione e la riproduzione di molte specie selvatiche.
- Pozze, laghetti, macere e fontanili di estensione limitata (inferiore all'ettaro) sono vitali per numerose specie della piccola fauna (anfibi, rettili, insetti) e costituiscono aree di abbeverata per uccelli e mammiferi. Se realizzati in rete con boschetti, siepi e zone umide, assumono una forte valenza ecologica e paesaggistica.
- Margini erbacei non coltivati, costituiti oltre che da siepi e boschetti, anche da fasce erbose sviluppate lungo banchine e scarpate di strade, canali e fossi, attorno agli habitat acquatici o lungo i confini degli appezzamenti, diventano siti di alimentazione e rifugio, purché non siano sottoposti ad interventi di gestione di tipo chimico e meccanico dagli impatti ambientali rilevanti.
- Il mantenimento di prati, prati-pascoli, pascoli e radure è di estrema importanza per il mantenimento dei paesaggi rurali montani che hanno subito la diminuzione delle aree erbose aperte dovuta all'esodo rurale e alla diminuzione delle attività zootecniche.
- La gestione del bosco con alcuni accorgimenti può favorire la conservazione della biodiversità: sistemi di taglio saltuari, non tagliare in primavera, conservare le specie secondarie e favorire la rinnovazione secondaria, tutelare i grandi alberi, deperienti e morti, diversificare la struttura del bosco tutelando i microhabitat (radure, margini, piccole zone umide).
L'insieme di queste misure previste nell'ambito della PAC rappresentano uno strumento essenziale per le politiche di conservazione e valorizzazione del paesaggio, in considerazione del ruolo storicamente svolto dall'agricoltura nel determinare le diverse strutture e caratteristiche dei paesaggi.














